ALTAVALLE360 - Rivista partecipata della gente di Altavalle
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ALTAVALLE360 – Rivista partecipata della gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda

 

Perché una rivista oggi? Immagino sia questa una delle domande che nasceranno spontanee sfogliando le pagine di questa rivista. In effetti è comprensibile che nell’era delle comunità virtuali, dei tweet e dei whatsapp, dei like e dei post, ritrovarsi tra le mani un prodotto cartaceo come Altavalle360 possa lasciare spiazzati.

Vi assicuro però che un perché c’è. E va molto oltre il singolo progetto legato alla rivista.

Passa per tutta una serie di prospettive, in parte già sviluppate, in parte da sviluppare, legate alla valorizzazione del territorio di Altavalle e alle comunità dei suoi quattro paesi.

 

Progettualità ambiziose, che da una parte cercano di intercettare le scie di alcuni percorsi attivati in passato, e dall’altra provano a segnarne di nuovi, scommettendo su alcune direzioni qualitative considerate essenziali per il territorio. Come la necessità di andare oltre i compartimenti stagni che spesso impediscono l’essenziale comunicazione tra settori importanti dell’economia locale quali il turismo, la cultura, l’ambiente, l’artigianato e l’imprenditorialità, all’interno del singolo paese e nei rapporti tra un paese e l’altro.

 

Una condizione imprescindibile per un territorio come quello di Altavalle, ormai avviato (con differenze più o meno marcate tra paese e paese) su un turismo, una produzione agricola e artigianale, culturale e turistica alternativi rispetto alle maggior parte dell’offerta trentina.

Serviva un luogo, materiale e concreto, dove permettere a questi progetti di riunirsi, spiegarsi e confrontarsi. Serviva uno spazio di valorizzazione della memoria e del presente, fatto delle testimonianze delle persone del posto, che si legasse ai progetti di memoria attiva già avviati sul territorio. Serviva una piazza che continuasse a raccontarsi anche fuori dai laboratori teatrali, dagli eventi e dalle manifestazioni della bella stagione. Altavalle360 vuole appunto essere questo luogo della progettualità e della memoria locali. E vuol esserlo attraverso la carta: per valorizzare al meglio le fotografie e i documenti (molti di questi inediti e originali), gli articoli e le storie (scritte direttamente dai cittadini sulla base delle proprie biografie), le proposte e i progetti (quelli già in essere, quelli in divenire e quelli che ancora non ci sono) che la gente di Faver, Grauno, Grumes e Valda contribuirà a realizzare, partecipando attivamente al progetto.

 

La spartizione interna in settori è strettamente legata agli obiettivi appena esposti: una prima parte, chiamata PERCORSI, è dedicata ai progetti attivi, già realizzati o in fase di realizzazione nei quattro paesi. Una seconda, MEMORIE, vuole dare spazio a quell’impostazione biografica e partecipativa su cui si basa gran parte della nostra azione culturale di teatro e narrazione partecipati; PROSPETTIVE è invece il nome della parte dedicata al futuro, ai progetti in fase di elaborazione e di applicazione, alle nuove proposte, alle idee capaci di proporre declinazioni nuove di quel grande concetto/obiettivo in grado di ispirare l’azione comune dei quattro paesi: la sostenibilità.

Il direttore
Tommaso Pasquini

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